Tanya si sentiva come se il mondo fosse contro di lei. Era una giornata come tante altre, ma quella volta le parole di troppo l’avevano fatta crollare.
— Tanya, sei un vero ingombro! Il tuo corpo è talmente grande che non ci passerebbe neppure un aereo! E sembri leccare i piatti prima di lavarli!
Le risate esplosero nell’aria come un colpo secco. Tanya chiuse gli occhi, desiderando solo sparire, cancellare quella situazione che la faceva sentire così piccola e insignificante. Non poteva raccontare a nessuno la verità: il suo stipendio e quello di sua madre non bastavano per molto, e le scelte alimentari che facevano non erano mai delle migliori. Le sue curve erano un riflesso del suo stile di vita frenetico, costretto a mangiare di corsa e senza troppa attenzione.
Certo, avrebbe potuto allenarsi, cambiar vita, ma la realtà era che doveva lavorare duramente per mantenere la promessa fatta a suo padre: studiare senza abbandonare sua madre. Le difficoltà erano infinite: il suo lavoro, gli studi, e la mancanza di sonno a causa dei turni notturni… tante cose che avrebbero spinto qualcun altro a dimagrire, ma non lei. Al contrario, il peso continuava ad aumentare.
Il rumore attorno a lei diminuì. Era il momento giusto per uscire, per scappare da quelle parole crudeli. Ma quando aprì la porta, si trovò faccia a faccia con i colleghi.
— Tanya, stavamo venendo proprio da te, dissero.
La diffidenza si fece strada nella sua mente. Non si aspettava nulla di buono.
— Perché? – chiese con tono sospettoso.
Si scambiarono uno sguardo tra loro, e Tanya capì subito che la loro richiesta non era sincera.
— Domani c’è una festa dopo il tuo turno. Puoi venire? Ma aspetta, non hai un compagno, giusto? Chi vorrebbe stare con una “discarica” come te?
Le risate riempirono l’aria. Ma prima che la situazione degenerasse, il capo apparve improvvisamente.
— Che circo è questo? I clienti si stanno piegando dalle risate! Tornate al lavoro!
I ragazzi si dispersero velocemente, e Tanya corse via. Si sentiva svuotata, ma in qualche modo si costrinse a prendere fiato. Poi, come se tutto il dolore si fosse riversato in un singolo momento, scoppiò in lacrime. Si sentiva così sola, grassa, insignificante, un fallimento.
“Devo fare qualcosa,” pensò. “Dieta? Smesso di mangiare? Consultare un medico? Ma per fare cosa? Dove trovo i soldi?”
Era persa, senza sapere da che parte cominciare. E poi sentì una voce alle sue spalle.
— Scusa se ti ho spaventata.
Tanya si girò di colpo. Un uomo giovane, di circa trent’anni, le stava parlando. La sua presenza improvvisa la fece trasalire.
— Non volevo disturbarti. Ho visto che stavi piangendo e… forse posso aiutarti.
Tanya, stanca di tutto, sospirò.
— No, davvero, cosa potresti fare? E poi, sembra che tu abbia bisogno di aiuto più di me.
L’uomo indicò una panchina e le chiese:
— Posso sedermi?
Si sedettero in silenzio per un momento, e poi l’uomo iniziò a parlare.
— Le lacrime non aiutano, Tanya. Le ho conosciute bene anch’io. Un anno fa mi sono svegliato senza memoria. Non ricordavo nulla. All’inizio ho pianto, ma poi ho capito che non mi avrebbe portato a nulla. Avevo perso tutto. Nessuno mi conosceva, nessuno mi aiutava. Mi sentivo invisibile.
— Invisibile, sussurrò Tanya, con un sorriso triste.
L’uomo annuì.
— Esatto. È strano, ti ricordi come si mangia, come si parla, ma non chi sei. Ma sono vivo, e non mi arrendo.
Un’idea venne a Tanya, e si girò verso l’uomo.
— Come ti chiami?
— Non lo so. Non ricordo, ma puoi chiamarmi come vuoi.
Tanya rifletté un attimo, poi disse:
— Mi chiamo Tanya. Forse potresti aiutarmi. Ho bisogno di un favore.
Dopo avergli spiegato la situazione e aver accennato al piano che aveva in mente, Tanya notò che l’uomo stava riflettendo, ma sembrava pronto a mettersi in gioco.
— Se la tua madre accetta, allora ci sto. Ma come faccio ad andare a una festa vestito così? Non sembrerei nemmeno un ospite, ma un vagabondo.
Tanya sorrise.
— Non preoccuparti. Mia madre ti sistemerà. Ti farà sembrare un’altra persona.
— Sei fortunata ad avere una madre così. La tua forza è incredibile.
— E tu? Non voglio sentire scuse, ci riusciremo insieme. Mi aiuterai, e io ti aiuterò.
La proposta sembrava folle, ma Tanya sentiva che qualcosa doveva cambiare.
Il giorno della festa, Tanya sapeva che avrebbe dovuto affrontare i suoi colleghi e le loro risate. Ma quando Anton arrivò, con il suo aspetto elegante e sicuro di sé, Tanya si sentì per la prima volta come una persona che aveva valore. Non c’era più vergogna nel suo cuore. Con lui al suo fianco, tutto sembrava possibile.
E durante la serata, con Anton che la difendeva e la trattava come una donna speciale, Tanya iniziò a credere che forse, per la prima volta, stava facendo qualcosa di giusto per sé stessa.
Alla fine della serata, Anton le fece una proposta che le fece battere il cuore:
— Se trovo lavoro e inizio una nuova vita, mi sposerai?
— Sì, rispose Tanya, senza esitazioni.
La serata continuò con risate e amore, e mentre se ne andavano, Tanya sentì che un nuovo capitolo della sua vita stava cominciando.
La notte si chiuse con un bacio sotto il cielo, e con un sogno che finalmente sembrava realizzabile.